NO ALLA CACCIA IN QUALSIASI FORMA DELLA LEPRE DI SILVILAGO

Questa petizione sarà consegnata a:

provincia di Rovigo

315 sostenitori


La lepre Silvilago, meglio nota come «minilepre» o «coda di cotone» per la coda a forma di batuffolo, dovrà essere eliminata. Così ha deciso la provincia di Rovigo.

Una specie originaria del centro-nord America, trasportata illegalmente in territorio italiano negli anni ’60 per essere cacciata. Nella zona di Rovigo  è arrivata a partire dagli anni ’80, sempre con introduzioni non autorizzate. Scelta per l’incredibile rapidità di riproduzione, oggi la popolazione è in crescita esponenziale: coda di cotone è in grado di partorire dalle 2 alle 4 volte per ogni stagione riproduttiva, arrivando fino a 35 nati. È in grado di adattarsi facilmente a diversi ambienti, ma predilige le campagne o quelli con vegetazione bassa. Vive anche in prossimità dei centri abitati, non avendo paura dell’uomo. Si muove principalmente al tramonto o nella notte. Per questo ha trovato un habitat particolarmente favorevole nel parco del Delta del Po, tra i comuni di Adria e Porto Tolle. La popolazione maggiore pare concentrarsi nell’isola di Ariano, entroterra di Rosolina e Porto Viro. Ma la sua diffusione è in rapido aumento: mancano stime precise, ma si parla di ben oltre mille esemplari.

La Provincia ha per questo motivo  predisposto un piano di «eradicazione» della «minilepre», che dovrebbe portare all’eliminazione o alla significativa riduzione della popolazione in cinque anni. Una misura imposta dalla legge nazionale, che prevede l’abbattimento delle specie non autoctone. Verranno impiegate reti di cattura, ma anche gabbie trappola selettive. Strumenti sperimentali, che dovrebbero permettere di catturare solamente la lepre del Silvilago, senza comunque danneggiare l’animale preso e quindi permettendo la liberazione in caso di errore. Oltre a questo, saranno organizzate vere e proprie battute di caccia, anche oltre la stagione venatoria e con la previsione di abbattimenti notturni.

Oltre alle guardie forestali e comunali con licenza, potranno agire anche i proprietari dei terreni all’interno delle aree di caccia, sempre se muniti della regolare documentazione, «selecontrollori», cacciatori speciali formati e iscritti all’albo provinciale, e guardie volontarie.

Come ORA RISPETTO PER TUTTI GLI ANIMALI, riteniamo che al solito, questa non sia la maniera di gestire la situazione: che piuttosto si rispetti l’ecosistema faunistico, lasciando che la natura svolga il suo corso di regolamentazione della popolazione animale presente nel territorio.

CHIEDIAMO NO ALLA CACCIA IN QUALSIASI FORMA DELLA LEPRE DI SILVILAGO!