GATTO UCCISO A BASTONATE DAVANTI GLI ALUNNI NELLA SCUOLA DI GIOIA TAURO

Questa petizione sarà consegnata a:

636 sostenitori


Come MOVIMENTO POLITICO ORA RISPETTO PER TUTTI GLI ANIMALI chiediamo al  Ministero dell’Istruzione e al Sig.re  Ministro BUSSETTI,  l’immediato intervento e relativo provvedimento disciplinare, nonché allontanamento dall’Istituto “Eugenio Montale” di Gioia Tauro e della Dirigente Scolastica e del collaboratore scolastico, che si è reso protagonista di questa gravissima azione.

Circola ora un video in cui il dirigente dà la sua versione, quella che gli hanno raccontato, ovviamente, dell’orribile episodio. Alcune insegnanti avrebbero chiamato il collaboratore scolastico 63 enne, il cui nome non è stato diffuso, per far allontanare il gatto che si era introdotto nella palestra della scuola. Colpa, si sa, imperdonabile, per un animale che tanti bambini hanno a casa e con cui convivono normalmente e che ormai non è quasi più possibile vedere per le strade, cosa che ha segnato una distanza ormai incalcolabile tra gli animali cosiddetti “liberi” (i gatti vengono così definiti dalla legge, se non hanno un proprietario, e quindi sono “del Sindaco”), e gli abitanti delle città.

Il bidello, non essendo esperto, non sapendo cosa fare – o meglio, essendo evidentemente  abituato a comportarsi nella stessa maniera anche con i topi, che risaputamente si schiacciano con la scopa quando valicano i confini della “società cosiddetta civile” – ha preso la mazza, come si dice a Napoli, e ha cominciato a menare.

Due sono i casi: o il bidello è un asso della mazzolatura, perché infierire su un gatto non socializzato riuscendo anche ad avvicinarlo, richiede una particolare abilità, o il gatto si è lasciato picchiare perché era anche socievole, oppure – ma non sappiamo cosa sia peggio – il felino è stato vigliaccamente bloccato senza via di fuga. Sta di fatto che dopo averlo stordito a morte, la persona in questione l’ha anche buttato nel bidone della spazzatura. Uno straccio avrebbe avuto forse sorte migliore e maggiore rispetto da parte di questo inqualificabile personaggio.

Il lavoro di tanti insegnanti ed educatori che, considerando l’animale il primo “altro da noi” nel quale ci si imbatte sin da piccoli, è stato buttato via con un atto sconsiderato e illegale. Nel rispetto di tanti che oggi chiedono giustizia per un animale colpevole di aver cercato riparo in un luogo dove dovrebbe regnare il sorriso dei bambini, la loro speranza per il futuro, e dove si dovrebbe insegnare a loro il lato positivo di un’esistenza in questo periodo piuttosto faticosa, ad onta dell’odio e del rancore seminato in giro, va chiesto in primis al Ministero dell’Istruzione nella persona del Ministro  Bussetti, e alla Magistratura che provvedano, ognuno per sua competenza, in merito al fatto.

E che non si abbia mai più a ripetere.