RICHIESTA DIMISSIONI SINDACO DI SCIACCA D. SSA FRANCESCA VALENTI

Questa petizione sarà consegnata a:

prefetto di Agrigento

8560 sostenitori


Alla c.a. del Dott. Dario CAPUTO    PREFETTO DI AGRIGENTO

OGGETTO: RICHIESTA SOSPENSIONE  SINDACO DI SCIACCA D.SSA FRANCESCA VALENTI

A seguito dei gravissimi fatti avvenuti il 15- 16 febbraio 2018, in cui hanno perso la vita molti dei cani randagi presenti sul territorio, siamo a chiederLe quanto in oggetto.

Premesso che, i fatti accaduti, gravissimi,  non solo stanno sconvolgendo l’opinione pubblica del paese intero, che stanno mettendo in luce l’immagine di una  Sicilia che, non crediamo e non vogliamo che sia così arida e insensibile. Perché  lo sappiamo, che la Sicilia è una terra bellissima, ricca di storia e di cultura, e quindi non ce ne facciamo capaci  che i suoi rappresentanti a livello Istituzionale, come il Sindaco di Sciacca D. ssa Valenti ( e ci stanno segnalando  di molti altri ancora), pensino di risolvere un PROBLEMA SOCIALE COME IL RANDAGISMO in in una maniera cosi incapace, come sta avvenendo, SOTTO GLI OCCHI DI TUTTA UNA COMUNITA NAZIONALE  E INTERNAZIONALE, in un momento in cui, ci si dirige verso il riconoscimento degli animali come ESSERI SENZIENTI.

Per questo, La preghiamo di prestare attenzione alle nostre riflessioni in merito, sai dal punto di vista MORALE che  GIURIDICO.

MORALE perché  un paese che si definisce  civile, come il nostro, dove  lo Stato riconosce e aderisce alla Convenzione di Strasburgo, in cui è sancito il principio secondo il quale l’uomo ha l’obbligo morale di rispettare  tutte le creature viventi,  ratificata  con la  L. 201/2010 dall’Italia, non è accettabile la logica con cui si sta gestendo il problema randagismo;

In cui nel codice penale, seppure marginalmente, ha iniziato a inserire delle norme riguardanti gli animali,  il reato di maltrattamento, che comprende atti di crudeltà, abusi, sfruttamento,  morte così come indicato nell’art.544bis;

Dove persino nel Codice Rocco, nell’art. 727 del c.p. si evince lo SPIRITO DI PIETA’, che deve muovere gli esseri umani, nei confronti degli animali tutti;

Dove i randagi devono essere considerati cani collettivi, cani di tutti, e perciò, degni di tutela da parte della comunità.

GIURIDICO perché la D.ssa Valenti, benché sia un Avv. e bontà sua (!) una docente universitaria, quindi si presuppone ( e si spera)  persona preparata,  ha disatteso  L. 14 agosto 1991 n. 281, lei che dovrebbe essere, per il ruolo per il quale è stata eletta, la  prima responsabile per il benessere dei randagi sul territorio comunale e della loro salute e incolumità; inoltre,  In caso di avvelenamento di un animale di specie domestica o selvatica, il suo compito è  impartire immediate disposizioni per l’apertura di un’indagine in collaborazione con le altre Autorità competenti;

Così come, deve  provvedere, entro 48 ore dall’accertamento della violazione, ad attivare tutte le iniziative necessarie alla bonifica dell’area interessata dall’ avvelenamento; Inoltre deve preoccuparsi di far segnalare con apposita cartellonistica, l’area di pericolo ( segnalata solo dopo che gli eventi sono avvenuti, come da doc. allegato), nonché  predisporre e intensificare i controlli da parte delle Autorità preposte. Tutte azioni, che ci riferiscono i volontari sul territorio, non sono state fatte.

Per questo suo comportamento, è raffigurabile l’ abuso d’ufficio, a cui  aggiungiamo il maltrattamento ai sensi del 544ter c.p. , in quanto non ha allertato i competenti servizi territoriali di controllo, favorendo cosi la morte per avvelenamento di decine di cani randagi, e l’avere violato l’art. 50 e ss. decreto legge 18 agosto 2000 numero 267 che conferisce al sindaco il potere di ordinanza in materia di tutela della incolumità pubblica e della salute dei cittadini, in quanto con il suo comportamento ha di fatto messo  gravemente a repentaglio la salute pubblica, non avvisando della presenza di profusi  bocconi avvelenati nel territorio comunale, esponendo la cittadinanza a grave pericolo sanitario, poiché il veleno propagato, soprattutto se si valuta la possibilità che tale sostanza possa entrare nella catena alimentare e nell’acqua, può essere fonte di grave pericolo per tutti.

Facendo quindi, pieno riferimento a tutto cio

CHIEDIAMO

che la D. ssa Francesca VALENTE venga  sospesa  dall’incarico di Sindaco della citta di Sciacca, poiché non si ravvisano motivi di legalità, fiducia, dignità e rispetto nei confronti della legge, dei  concittadini e dell’intero paese, dove le Associazioni animaliste stanno attuando e cercando di fare crescere una nuova cultura, una mentalità in cui vi sia pieno e totale rispetto per animali e ambiente,  per i cittadini di domani,

ORA – RISPETTO PER TUTTI GLI ANIMALI ha come motto PER UNA  TRANQUILLA RIVOLUZIONE CULTURALE, perché questo deve essere una RIVOLUZIONE CULTURALE PER LA TUTELA DI ANIMALI, AMBIENTE E L’UOMO,  dove si promuova  un cambio di mentalità, che deve coinvolgere tutti, e che deve disconoscere in maniera ferma e decisa,  gesti  abominevoli, come quelli che stiamo condannando.

Come cittadini, poi, ci riteniamo particolarmente offesi, in un momento storico cosi delicato, dove parole come inclusione e sensibilità, devono riguardarci da vicino e tutti,  che in una terra dove per la CULTURA DELLA LEGALITA’, persone come i Giudici Falcone,  Morvillo, Borsellino, i ragazzi delle scorte, sono morti sacrificando loro vite. Perché  credevano in quell’ideale.

Allo stesso modo,  noi,  crediamo nel RISPETTO DELLA LEGGE, nella tutela della comunità e nel senso di appartenenza alla stessa, dove i  più deboli, siano essi animali, anziani,  bambini e l’ambiente, siano protetti, amati e rispettati.

E che l’esempio deve essere evidente, e partire, soprattutto dall’alto.

Se così non è, come non è avvenuto, gli autori di tali  mancanze  non sono degni, né maturi e preparati,   per  ricoprire le cariche che, in questo moneto ricoprono, né tanto meno, rappresentare un paese italiano.

Certi, che accoglierà le nostre riflessioni, siamo a augurarLe un buon lavoro, e rimaniamo in attesa di una Sua cortese comunicazione in riguardo.

Grazie.