STOP VENDITA ANIMALI

Questa petizione sarà consegnata a:

MINISTERO DELLA SALUTE- DIPARTIMENTO SANITÀ' ANIMALE

980 sostenitori


La pandemia da COVID-19 potrebbe segnare, per la Cina, il definitivo abbandono del commercio di animali selvatici. Una legge contro la vendita e la macellazione di specie selvatiche potrebbe arrivare, in Cina, già nei prossimi mesi. Un numero crescente di studi individua il pangolino come ospite intermedio del coronavirus SARS-CoV-2: questo raro animale ricercato per le carni e le scaglie era venduto nel mercato degli animali vivi di Wuhan.

Se fosse confermata, non sarebbe una notizia da poco: vorrebbe dire che la rinuncia a questo tipo di mercato sarebbe destinata a durare, diversamente da quanto accaduto dopo l’epidemia di SARS nel 2003. Anche allora le autorità cinesi avevano bandito il commercio di specie esotiche – dopo aver scoperto che l’ospite intermedio di quel coronavirus era lo zibetto,  ma il divieto era stato cancellato a emergenza conclusa.

 

Arrivare alla creazione di una legge renderebbe questo cambiamento “definitivo” almeno per il prossimo decennio, secondo la WCS. Eviterebbe che il bando già fissato nelle scorse settimane decada per le crescenti pressioni dei commercianti a fine epidemia, e darebbe al governo le basi per diffondere una nuova cultura igienica nella popolazione – cultura che nelle metropoli più giovani e industrializzate si sta già diffondendo.

 

Intanto  dieci province cinesi avrebbero iniziato a condurre operazioni negli allevamenti, nei mercati e nei ristoranti. La preoccupazione di chi lavora per la tutela degli animali è che i Paesi confinanti non seguano l’esempio della Cina e divengano delle zone franche in cui continuare questo tipo di commercio. Il divieto di vendere specie esotiche darà i suoi frutti – in conservazione e salute pubblica – soltanto se sarà universalmente condiviso.

 

Uscendo dalla Cina, l’esperienza della COVID-19 dovrebbe muovere una riflessione comune sull’impatto della distruzione degli habitat naturali operata dall’uomo; una devastazione che finisce per rivolgersi contro i suoi stessi artefici, perché rende lo scoppio di malattie epidemiche più probabile. Il nostro scarso rispetto per la natura e il crescente consumo di carne sono le crisi sulle quali si è innestato il fenomeno coronavirus.

Noi di RISPETTO PER TUTTI GLI ANIMALI chiediamo che queste riflessioni  siano tradotte al più presto in legge e che il commercio, maltrattamento e uccisione degli  animali, per qualsiasi fine venga a cessare.